30 commenti su “Over

  1. Ciao,
    mi dispiace per le tue conclusioni amare.
    Credo che il nostro problema principale, politici (?) compresi, sia proprio quello del: “ma tanto finisce comunque così”. Anch’io ho avuto per anni questo atteggiamento. Ma ora basta. Perchè ci dobbiamo rassegnare? Se il PD non ci va bene (e non ci va bene) perchè ci dobbiamo accontentare di non avere alternative? Facciamo sentire la nostra voce, no?
    Scusa se mi sono permesso lo sfogo.
    Un saluto.
    _vic

  2. Vedi, se nel frattempo siamo troppo preoccupati tra tasse, paura dal futuro, lavori incerti o mal retribuiti, l’impossibilità di realizzare progetti a lungo raggio, poco tempo libero… chi cavolo ha il tempo di entrare seriamente in politica, al punto di fare la differenza? Come si fa quando è un sistema cristallizzato delle solite facce e – per lo più – di gente che preoccupazioni materiali grosse non sembra averne?
    Come fa, soprattutto, un giovane a pensare di farcela?

  3. Come Robina Inutile, se non vado a votare non è che i politici si crucciano. Non si raggiungerà mai un’adesione così uniforme all’astensionismo da avere un’elezione con 0 votanti, che è l’unica cosa che DAVVERO preoccuperebbe. Data questa impossibilità, lascio solo che siano gli altri a decidere se al governo vogliamo la merda calda o quella leggermente più tiepida. E’ una scelta, appunto, di merda ma è l’unica che si può operare, se vogliamo mantenere senso pratico.

  4. ho sentito il discorso di Prodi prima del voto al Senato…ha detto cose sensate che mi hanno colpito.
    Questo governo ha fatto un sacco di bischerate, spesso per il tiro della giacca da parte di uno o dell’altro. Ma quell’omino buffo di Prodi ha fatto una cosa ottima: ha fatto riquadrare i conti e iniziato a fra pagare le tasse ai furbetti. Ora torneremo alla furbizia e ai lacchezzi degli anni passati; ai conti creativi e al debito pubblico.
    E tutto per gente come Mastella, uno che fa cadere il governo a Porta a Porta e non in Parlamento. Certo che dargli il Ministero della Giustiza è stata proprio una vaccata…

  5. nemmeno a me Prodi dispiaceva poi tanto, e sulle cose buone del suo operato non si è detto abbastanza.

    Difficile, quando – come hai detto tu – le sorti in politica si giocano sui media e quando contro questo Governo è stata attivata sin dal primo giorno una campagna denigratoria logorante e fastidiosa che, per quanto sia un metodo da asilo, purtroppo ha contribuito a chiudere la partita così.

    Alla fine le cose più penose della questione sono le persone che erano finite nella maggioranza (per renderla tale, ahimè), la legge elettorale che fomenta queste assurdità, e l’opposizione che non ha contenuti propri che non siano semplice insulto dell’avversario…
    Ma io la sinistra che era all’opposizione anni fa non me la ricordavo a dire “nuove elezioni!!” ogni giorno, attaccandosi alle cose + disparate, con tutti i difetti di questa gente…

  6. Mah, onestamente, questa smania di vedere per forza il Male in Berlusconi non la capisco: non è l’unico e non è peggio di altri.
    E’ solo un imbecille che crede di saperla più lunga.
    Ma, al di là di questo, un governo suo non è peggio né meglio di un governo di altri.
    La legge Biagi, questo governo di “sinistra” mica l’ha cancellata (anzi, loro, ipocriti, che l’avevano attaccata quando la destra era al potere, l’hanno difesa e fatta passare quando la patata bollente è stata nelle loro mani).

    E, francamente, non credo nemmeno che non votare privi del diritto di criticare i vari governi che si avvicendano. Al contrario, è chi vota che li legittima. Chi si astiene per convinzione, come me, non lo fa certo per pigrizia politica: si tratta del rifiuto di avvallare un sistema politico che non propone alternative reali.

    Non la vedo come una divisione fra “buoni” e “cattivi”. E’ proprio il sistema che è sbagliato.

  7. “Votare mi darà il diritto di lamentarmi del prossimo governo”

    quoto questa frase, shuly, perché è sacrosanta. E che la imparino a memoria tutti gli imbecilli che scelgono di non votare dandosi aria da superiore, che di superiore non hai nulla se non la stupidità, se in questo Paese ci vivi e quindi devi osservare le sue leggi.

    “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
    L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa

    Nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
    Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
    Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
    Antonio Gramsci

  8. «Da quando le sorti dell’Italia devono dipendere da insulse coalizioni, da partiti di puttane, da interessi che son tutto fuorchè pubblici?»

    Dal 1860.

  9. @Sulfure: piano con i termini.
    Ho solo espresso un’opinione. Se non sei d’accordo (per quanto possa importarmene) esistono altri modi per farlo sapere.

    Il fatto che non si vada a votare non significa essere indifferenti.
    Fra i non votanti esistono gli indifferenti, ma anche quelli che, per convinzione politica, non approvano il corrente sistema politico. Le due visioni sono molto ben distinte.

  10. Besides, sempre @Sulfure: il discorsetto sul rispetto delle leggi vallo a fare a chi si droga, si sfonda di alcolici e va a guidare, magari investendo chi si sta facendo allegramente i fatti suoi. Vallo a fare a questi, che la legge non punisce.
    Il rispetto/non rispetto delle leggi non ha nulla a che fare con il voto.

  11. ultimamente il dibattito politico su questo blog si è fatto molto interessante…

    Io non credo che voterò PD perché dubito che possa fare meglio di quanto ha provato a fare il centro-sinistra con Prodi. Questo è il motivo principale. Questo, e anche che sono di destra.

  12. Danske dice correttamente il motivo della sua scelta: è di destra e questa ammissione è apprezzabile anche se sono lontano anni luce dal condividerla. Però vorrei sapere cosa vuole dire nel panorama italiano “essere di destra” visto che non esiste una destra effettiva (Bossi è di destra?? e Berlusconi????). In quanto ai tecnici amo ricordare una frase di Churchill (lui era di destra sul serio): “Per rovinarsi esistono diversi modi, il più piacevole sono le donne, il più stupido l’alcool ed il più sicuro i tecnici”. Penso che Prodi con la risicatissima e litigiosa maggioranza abbia fatto cose ottime e gliene sono grato. Non trovo nell’astensione motivi “seri ed utili” se non una dichiarzione di principio che può soddisfare un personale narcisismo intellettuale (non è un insulto) ma che non porta a nulla. Bellissima la citazione di Gramsci riportata da Surferonline.

  13. Carissimo imbecille sulfureonline, apparte che imbecille ci sarai tu pappappero, anche l’astensione dal voto è una scelta politica, così come il voto stesso. E dato che volenti o nolenti noi si sta in una Comunità, quella Europea, un governo che non rappresenta nessuno se non la minoranza che (come spero) sarà andata a votare sai quante cose si dovrà sentir dire da Strasburgo? Altroché “Kapò” e coppini sulla testa, stavolta li voglio proprio vedere.

    RobaInutile

  14. Si può essere di destra per diversi motivi:

    1) «non ci piace i neger»
    2) «non ci piace i busoni»
    3) «non ci piace i comunelli»
    4) «non ci piace i terroni»
    5) «mi g’ho da lavurà (e non ci piace il sindacato, ché son libero professionista)»
    6) «viva il papa»/«me l’ha detto il parroco»
    7) «ero comunista, ma quelli sono una riga di hippie decerebrati e sono dovuto fuggire»

    Pregasi marcare la casellina corrispondente.

  15. Io penso comunque che meno diamo rilievo al “destra” e “sinistra” meglio è. Non sta mica scritto da nessuna parte che dobbiamo portarcele sempre dietro queste distinzioni.
    E come si fa a decidere in anticipo di che posizione essere su qualunque questione?
    Come diceva Chris Rock in un suo show, scusate la citazione meno colta, quale idiota decide in anticipo come pensarla? “On crime, I’m conservative, on prositution.. I’m liberal!”.
    Ovviamente la sua era una battuta, ma ha un grosso fondo di buon senso.
    peraltro.

    Per lo più è soprattutto grossa fonte di campanilismi, di dispute tipo calcio, di rivalità e litigi stupidi. Ne faccio a meno, anche se condivido l’idea che essere di destra in Italia adesso, con Berlusconi, sia una posizione difficile da mantenere. Da che ho una coscienza politica è l’unico faccione che ho visto a capo della coalizione, purtroppo…

  16. “Da quando le sorti dell’Italia devono dipendere da insulse coalizioni, da partiti di puttane, da interessi che son tutto fuorchè pubblici”

    Ecco.
    Me lo chiedo spesso anche io.
    Il problema è che destra e sinistra ormai sono definizioni superate, dovremmo cominciare a distinguere in cadreghino-obsessive e persone serie. Come dire, 1000000 a 1.

    Choose life!

  17. @davyjones, sorry se sono stato aggressivo. Il rispetto delle leggi intendevo questo: non puoi chiamarti ideologicamente fuori da un sistema, se non lo fai anche fisicamente. in altre parole: non voti, non hai doveri sociali, non hai diritti. niente sanità, istruzione, mezzi pubblici eccetera, per quanto tutte queste cose funzionino male. Altrimenti è paraculaggine. E l’astenzione è la più alta forma di indifferenza. O la più bassa, se preferisci. perché te ne freghi di tutti, non solo di te stesso (il che sarebbe legittimo), e come diceva la shuly giustamente, se non voti non hai il diritto di lamentarti.

    @robainutile, ti rispondi da solo. con la tua firma.

  18. Be’, io penso che essere di destra o di sinistra (lasciamo stare fascismo e marxismo che sono solo 2 versioni “specialistiche”) è molto e radicalmente diverso; si tratta di diverse visioni del mondo, del nostro ruolo e di quello del prossimo. E’ una cosa che coinvolge ogni nostro atteggiamento ed ogni nostra azione. Forse essere di destra o di sinistra è nel DNA e magari ci sono sinistri che votano per il televisionaro o destri che hanno votato per anni per il PCI. Io sono di sinistra nel DNA ma ammiro molto i grandi destri del passato. Ora non ce ne sono più e peccato che a sinistra non ce ne sia proprio a strafottere.

  19. @sulfure: non sono assolutamente d’accordo. L’astensionismo può essere praticato con piena coscienza politica: non mi riconosco in alcuo dei rappresentanti politici, non condivido il loro punto di vista né i loro metodi. Se, con queste idee, andassi comunque a votare sarei un ipocrita. Non è disinteresse, ma una presa di posizione.

    Una parola sul “diritto” all’istruzione: in Italia l’istruzione non è un diritto, ma un privilegio. L’istruzione è un diritto, per esempio, in Norvegia, dove lo stato paga le tasse scolastiche (comprese quelle universitarie), che poi vengono restituite pian piano quando la persona inizia a lavorare.

  20. Beh tutti questi bei servizi di solito richiedono tasse alte, e come minimo tasse pagate da tutti. Condizioni da utopia qui in Italia, dove una certa parte politica fa del “Meno tasse per tutti” il suo cavallo di battaglia demagogico, come se imporre tasse fosse soprattutto un atto di cattiveria.

    Comunque Lele, sarà anche un’azione politica coscente, ma non ha conseguenza pratica. Alla fine chiamarti fuori non determina la tua indipendenza di pensiero, ma il fatto che in buona sostanza siano gli altri a decidere per te, a meno di non farti apolide. Ti piaccia o no, ci sei dentro e questi sono i termini: mi sembrerebbe meno simbolico, a sto punto, fare il tuo partitino e dire cos’è che vorresti cambiare.

  21. Ora come ora credo di pensarla più o meno come Lele… hanno rotto le palle entrambe le coalizioni, fondamentalmente non si distinguono per nulla, in quanto attuano sempre la versione mild di quello che professano: in Italia davvero non esistono una sinistra o una destra, ma c’è sempre e solo un fottuto centro, che ha governato l’Italia per 50 prima di cambiare forma. Sinceramente non so cosa andrò a votare, probabilmente darò scheda nulla (a votare ci andrò sempre) in quanto mi fanno ribrezzo entrambi… e spero nel minor tempo possibile di cancellare dalla mia carta d’identità la cittadinanza italiana: pagare le tasse si ma almeno ad uno stato decente (e che mi dà pieni diritti).

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