15 commenti su “He’ll get a rise you’ll get a raise…

  1. BODERE CONDRADDUALE BER NOI BOVERI ZERVI ASSOGGEDDADI AL BODERE!

    mi ritrovo nelle stesse condizioni, da libero professionista pensa te…
    praticamente mi ritrovo a dover osservare orari e seguire una pianificazione giornaliera del mio lavoro, come un dipendente, che però si paga INPS e CONTRIBUTI vari ed eventuali di tasca sua…

    Bastardi…se non fosse per AFFITTO, BOLLETTE, RATA MACCHINA, RATA PRESTITO, direi loro come disse un giorno mio cuginetto:
    “MA VAI A VAFFANCULO!”

    mi scuso per il turpiloquio ma sti argomenti mi toccano 😉

  2. molte persone una volta assunte con solidi contratti a tempo indeterminato danno il loro peggio in termini di fottersene un cazzo.

    non difendo nessuno, è solo che la realtà non è mai semplice come cerchiamo di ridurla. fondamentalmente è l’uomo che fà schifo.

  3. Seumau sono esattamente nelle tue stesse condizioni! In più se solo dichiarassi le effettive ore di lavoro sottopagato che faccio, con i simpatici studi di settore, come minimo mi accusano di evasione fiscale… -.- e pensare che i miei colleghi europei guadagnano il triplo e lavorano la metà T_T

  4. Boh, nessuno nel mio ufficio, col solido contratto, se ne batte le palle. Nel senso, personalmente faccio sempre prima quello che devo fare e lo stesso dico dei colleghi.
    Certo non ho nessun incentivo a strafare, ma proprio zero: le cose vanno bene, male, benissimo, malissimo, faccio guadagnare all’azienda, non lo faccio.. sempre lo stesso prendo. Nessuna speranza nè di aumento, nè di promozione (ditta troppo piccola), nè di premi di alcun tipo (nemmeno per non andare mai in malattia). Quindi sinceramente il giusto lo faccio, ma quando il capo viene a raccontare cose tipo che siamo una squadra/famiglia e che dovremmo essere contenti della sua stima, ricaccio indietro il conato di vomito e penso che il primo lavoro migliore che mi offrono, anche a termpo determinato, lo prenderò.

    Comunque forse ti riferivi soprattutto ai dipendenti pubblici, che sono quelli che di solito fanno i numeri lavorativi più da circo (del resto anche loro scarsamente incentivati).

    In conclusione, penso che un po’ di giusta meritocrazia diffusa non danneggerebbe il mondo del lavoro…

  5. E infatti chi dice nulla, il lavoro va fatto e bene. Non sempre c’è lavoro per coprire 8 ore forzate in ufficio però :p Che poi con l’insulsa pausa di 2 ore ti stanchi come per 10..

  6. Ogni tanto tra i post farneticanti sulla mia filosofia di vita e sulle foto di quello che mi passa intorno pubblico anche qualche lungo testo sul mondo del lavoro, sulle normative vigenti, sulla finanziaria ed il lavoro precario.
    Ce ne stava uno poco prima di natale che meritava di essere letto e nessuno o quasi ha commentato.
    Le soluzioni personali sono di breve respiro. Dovremmo lavorare un po’ tutti per cambiare quasto modo di lavorare di “merda”.
    Non a caso da me (Sistemi Informativi per il Lavoro) il lavoro interinale lo chiamiamo lavoro “intestinale”.
    I blog non dovrebbero essere solo uno sfogo, ma anche un punto di aggregazione.
    Sei molto intelligente, dovresti capirlo.

  7. Se con “soluzione personale” intendi “fare il mio lavoro (che non richiede niente di anche solo vicino alla mia totale attenzione e impegno per 8 ore per essere fatto bene) e nel frattempo cercare un lavoro che mi gratifichi di più in ogni senso, soprattutto retributivo, visto che ho appreso oggi che prendo meno di un’assistente estetista che fa le lampade”, è una soluzione personale che spero migliori la vita a me.
    Che le cose possano migliorare per tutti, la vedo come una cosa così titanica da risultare impossibile…

  8. quello che voglio dire è che il sistema contrattuale è purtroppo sbagliato in entrambi i sensi.
    diritti inesistenti per i precari, diritti granitici per gli assunti; in questo modo qualsiasi responsabile d’azienda deve farsi 17 scrupoli prima di assumere qualcuno o rischia grosso.
    allo stesso tempo, la condizione lavorativa precaria è così sfacciatamente precaria (appunto) che si può solo viverla male.

    se si potesse licenziare con più libertà (non troppa, il giusto) forse ci sarebbero posti disponibili.

    riguardo gli statali è meglio non parlare dai. soprattutto quando le ore di permesso complessive sono il 60% del totale annuale

  9. dimentichi la statale con 1000 giorni di assenza per malattia in 3 anni, credo sia il numero più circense che ho sentito, riferito a una persona in buona salute…

  10. Per dovere di cronaca, lavoro da quando avevo 18 anni e sono stato dipendente pubblico e precario solo per 2.
    Ma negli ultimi 5 anni anche il lavoro per i privati e’ stato spesso triste.
    Una volta, prima dell’era delle veline e dei calciatori non era cosi’.
    Vogliamo dare la colpa all’ 11 settembre, non credo proprio. Prima di lui c’e’ sta’ la 2^ guerra mondiale, caduta dell’ Impero Romano ecc. ecc. eppure l’umanità si e’ ripresa.
    Hai ragione ad incazzarti per il tuo lavoro fissatamente scadente. Io mi incazzo anche per te.
    Semplicemente il precariato e’ solo l’anello piu’ debole della catena, pagati come te, ma con periodi di disoccupazione tra un lavoretto e l’altro in cui non si guadagna.
    La politica e’ una cosa nobile, i politici che ci governano (quasi tutti) non lo sono.
    Buona fortuna.

    Prima dell’avvento dell era dell e veline non

  11. Mi assento per qualche giorno e questo blog diventa la nuova sede CGIL.
    lol

    Proprio oggi ho sentito parlare una studentessa norvegese che vorrebbe fare un’esperienza di sei mesi/un anno su una nave che fa il giro dei fiordi in quel dell’estremo nord.
    Domanda di una compagna: “Quindi non ti piacerebbe lavorare in Italia?”
    Risposta: “Meglio qualsiasi cosa che qui!”
    Alas! Quanto ha ragione!

  12. Mi sfugge l’arditezza dialettica circa la CGIL…dimenticavo, che si lamenta è un comunista che si nutre di bambini!!!

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