28 commenti su “I read the news today…

  1. hai ragione praticamente su tutto. forse è per questo che da un po’ cerco di evitare le news…ma ti capitano lo stesso fra coppa e collo e non sai cosa fare. ciao.

  2. mmh..iniziare con la scena del film “quattro matrimoni e un funerale” un post sull’aborto e pena di morte…porta il lettore alla speranza che alla fine ci sia qualcosa su cui sorridere…
    purtroppo…
    e ribadisco purtroppo
    non c’è nulla di cui sorridere…
    che l’aborto sia un diritto innegabile lo confermo e sottoscrivo…ma, che sia lecito attivare dei servizi in cui si possa parlarne prima di agire sarebbe da paese civile..
    no, non intendo un servizio in cui cardinal Ruini ti informi che se procederai alla pratica Dio ti punirà per l’eternità senza possibilità di espiazione…
    parlo di un servizio LAICO, perchè l’aborto ti toglie il peso di una gravidanza non voluta ma ti lascia spesso quello di una colpa inaccettabile.
    vorrei spiegarmi meglio ma non riesco…

  3. Nevica e come al solito sono felice come un bambino.

    Ben detto: alle parti politiche non frega un cazzo della moratoria o dell’aborto in sé, ma solo che uso potranno farne per i loro fini. Idem per la Chiesa, che altro non è se non una parte politica dietro le quinte. O almeno agisce in quanto tale, ammonendo qui e consigliando là.

    Sull’aborto sono generalmente d’accordo: una donna ha il diritto di scegliere. Ma da sola? Alt, fermi tutti e ragioniamo.
    Una storia piuttosto comune è: lei si fa mettere incinta (perché sono due scemi, lui non vuole mettere il gondone e lei non piglia la pillola, fin qui niente da dire), poi lei abortisce a tradimento quando lui già faceva piani e non vedeva l’ora di diventare padre.
    Su certe cose il diritto di decidere non appartiene a uno soltanto dei due. Mi dispiace, ma ritengo che pensare che la donna abbia più potere decisionale solo perché sopporta una parte fisicamente più impegnativa non è giusto: un figlio è una cosa che si fa in due e in due si decide.
    Il resto è pura accademia, se sia giusto o no: ognuno si fa i conti con la propria coscienza.
    Ma se il figlio è di due persone che stanno assieme, entrambe hanno lo stesso diritto di non vedersi imporre una decisione irrevocabile. Se uno dei due non voleva, ci doveva pensare prima di dimenticare la propria parte di anticoncezionali.

    E vale per entrambi: se lui dimentica il preservativo, poi non può pretendere l’aborto a ogni costo, se lei non vuole. E viceversa: se le dà fastidio sobbarcarsi un fagotto nella pancia per nove mesi e poi doverlo pure sparare fuori, bene: che ci pensi in tempo.

  4. Ehi, lui può sempre ingallarsene un altra.

    Se lei non vuole nove mesi di gravidanza, mi pare giusto non se li sciurbi.

    Tanto se non vuole partorirlo, sai che madre di merda sarebbe?

  5. Bel post, anch’io sono abortista e femminista, e condivido cosa scrivi.
    Il difendere i diritti di un embrione è pura follia.. non hai ricordato che in America i tizi che fanno festa quando un poveretto viene ucciso con l’iniezione letale sono gli stessi che vanno a fare casino fuori dagli studi di ginecologi che fanno il loro dovere…

  6. Il problema è che qualche decennio fa la chiesa ha deciso a bella posta di considerare l’embrione un essere vivente, tale e quale ad un adulto dotato di raziocinio. Ad un argomento del genere, tenuto conto dell’enorme soggettività dell’etica, cosa si può rispondere (senza rischiare un embolo)?

  7. Ho dimenticato di dire una cosa, che mi pare ovvia: è sempre e solo la donna che ha diritto di scegliere se avere un figlio o meno, l’uomo non ha voce in capitolo, visto che lui ci ha messo solo qualche attimo di piacere, e non si deve sobbarcare nove mesi di salute compromessa, ormoni andati a quel paese, linea distrutta e altre amenità, nonché il parto, nonché vita, libertà e carriera ridimensionate se non distrutte.
    Non ho voluto né voglio figli, non ho mai (per fortuna) dovuto abortire, ma non sopporterei mai che un uomo (che per fortuna non frequento visto che oltre che femminista sono anche lesbica) mi volesse imporre di essere madre.
    Qualche mese fa ho avuto una discussione animata con un tizio, un quarantenne che muore dalla voglia di diventare padre, che mi ha detto che a non volere figli sono egoista. Calmina: a me sembra che l’egoista sei tu, visto che pretendi che una povera tapina si rovini la salute per nove mesi per soddisfare il tuo desiderio di paternità (a proposito, se ami tanto i bambini, perché non adotti un bimbo del Terzo Mondo? Ah già, sono negri, tu vuoi qualcuno in cui specchiare la tua razza eletta…) e non accetti che una donna possa voler essere qualcosaltro che una mammina e mogliettina.
    Detto questo, la legge 194 non si tocca…

  8. qualcuno sà (sono serio) come si pongono le religioni orientali riguardo l’aborto?
    ripenso alla questione della ruota della reincarnazione, e mi chiedo se e quando un “feto” finisce per ospitare l’anima. l’aborto è una specie di Imprevisto “Torna al Via!” ? (sono molto meno serio)

  9. Non sono addolutamente d’accordo con la tizia del numero 9.
    Primo: tu dai per scontato che conti solo il punto di vista femminile.
    Secondo poni cose come la linea, gli ormoni ecc al di sopra dei sentimenti che, terzo, dai per scontato che un uomo non possa avere.
    Conta, eccome, anche il punto di vista del padre che, sebbene (sarebbe futile negarlo) non si deve sobbarcare la parte peggiore dal punto di vista fisico, dovrebbe aver voce in capitolo per quanto riguarda il figlio. Ehi, è anche suo dopotutto e se alla fine vuole prendersene cura, ne ha tutto il diritto: la madre ha sempre il diritto di lasciarglielo e di fottersene per il resto della sua vita e buon pro le faccia.
    E non cadiamo nei cliché (lo dico preventivamente) del “non esiste un uomo simile”/”voi uomini pensate solo a trombare” e amenità del genere, perché sono puttanate (con rispetto parlando).
    Io stesso ho avuto esperienza di persone nel cui caso lui si è ritrovato con lei che aveva già grattato via tutto senza dirgli nulla. E non ci è rimasto per niente bene, dato che non vedeva l’ora di diventare padre.

    Così come credo che avere organi genitali esterni non dia nessun potere assoluto, lo stesso vale per quelli interni: nella coppia si è sempre in due.

  10. Non capisco perchè continui a tralasciare che la gravidanza ti sfascia il fisico anche a lungo termine, ti impedisce di lavorare (non tutti i lavori li ritrovi dove li hai lasciati se vai in maternità) e magari non vuoi fare un figlio e mollarlo al padre qualunque pirla esso sia, perchè anche se vuoi abortire due sentimenti li hai comunque e ti spiacerebbe fare un bimbo e abbandonarlo.
    Non capisco perchè non ci fai caso perchè ti conosco bene e so che scemo o superficiale non lo sei affatto…

  11. Ma certo che conta solo il punto di vista femminile su una gravidanza?
    Nove mesi di fisico sfasciato che non tornerà più come prima malgrado tutte le diete e lo sport che potrai fare, rischio di malattie come gestosi e diabete (sono figlia di un diabetico e ti assicuro che è una cosa tremenda, che tra i suoi effetti collaterali ha calo della vista, problemi cardiaci e insufficienza renale con relativa dialisi), lavoro, carriera e tenore di vita compromessi: ma per carità siamo solo noi donne che dobbiamo scegliere!
    I sentimenti? Ma per favore, la salute è un diritto sacrosanto, la maternità è una scelta che una donna può essere benissimo legittimata a non voler fare!

  12. In effetti “licenza la troia incinta” è una specialità olimpionica nelle interaziendali di human resources management.

    Che cazzo c’entrano i sentimenti di un uomo con un feto? Che c’entrino con un bambino, insomma. Mica si è padri prima di essere padri.

    Mi ricordo ancora una vecchia discussione che ho avuto una notte con un omone incazzoso. (sostengo strane conversazioni a volte, una notte ho discusso per due ore di vernici impregnanti – e non avevo niente da ridipingere) E questo omone mi raccontava di quando gli hanno dato in baccio sua figlia e di come SOLO allora, con il frugoletto sbavante in braccio, gli sia caduta addosso la doccia di mattoni del “porcacazzo-sono-EFFETTIVAMENTE-padre”.

    I nove mesi di gravidanza per un uomo implicano solo il sopportare una donna molto di cattivo umore, fatto salvo i CL, la gente normale non si affeziona ad un feto.

  13. Mah, sarà che dico una cazzata (e non sarebbe né la prima né la peggiore), però se una si vuole evitare la gravidanza c’è una pletora di sistemi contraccettivi.

    Il problema (da entrambe le parti) è che spesso non si usano:
    a) il maschietto non vuole il profilattico, perché “senza è meglio”. Tanto lei prenderà la pillola.
    b) e la pillola no, perché ti gonfia il seno (per non parlare della morale cattolicheggiante di quelle che non le pigliano perché se la madre le trova…). Tanto lui usa il profilattico. E la volta che si è snza o che si rompe sono cazzi.

    Fatto sta che, quando ci si ritrova con una gravidanza perché prima non ci si è voluto pensare, beh, direi che è il caso di far fronte alle conseguenze: se entrambi sono d’accordo di tenerlo, si tiene. Se entrambi sono d’accordo di buttarlo, si butta.
    Ma se uno dei due decide che il bambino s’ha da fare, direi che il minimo è discuterne con maturità, non si può imporre una decisione all’altro.

    E’ vero, il fisico cede con la gravidanza, ma la risposta è sempre: ci dovevi pensare per tempo (notare che sto parlando di gravidanze in seguito a sesso consenziente nell’ambito della coppia). Questo è il motivo per cui un figlio è una cosa che non dovrebbe “capitare” a due scemi che fanno festa per mezz’oretta, ma dovrebbe essere una cosa voluta da entrambi.
    Ed è verissimo che sulla salute non si discute. Però le gravidanze che mettono seriamente in pericolo la salute di una donna sono ormai rare (certo che, nel qual caso il maschietto non può pretendere mica tanto, specie se lei rischia di rimanerci secca).

    E non sono nemmeno d’accordo sulle conseguenze sulla carriera: alla fine dei nove mesi, se è lui a volerlo e lei no, beh, lo si affida a lui e lei è libera.

    Certo, alla fine dei conti la donna ha fisicamente il potere di decidere che cosa fare della gravidanza, senza consultare nessuno: va, prenota e via. Fatto.
    Ma questo le dà anche il diritto di farlo?
    Discutiamo allora del diritto di un uomo con la pistola di ammazzare il prossimo suo (esagero volutamente il paragone, sperando di chiarire quello che voglio dire). Secondo me avere il potere di fare una cosa non equivale ad averne automaticamente il diritto e in una coppia conta (dovrebbe contare) il parere di entrambi.

    Scusate per la lunghezza del commento. Spero solo che metta in chiaro che quello che dico non è “tanto per dire” né per superficialità mia.

    @flora: ma secondo te mettere al mondo un figlio ha a che fare solo con il fisico? Forse sono io a non aver capito, ma sembra riduttivo come ragionamento.

  14. Lele, tesoro mio.
    Parlo per me visto che per le altre non posso pronunciarmi: prendo la pillola da quasi 7 anni. Non ho mai rotto le palle a nessuno sul fatto che un pochino gli ormoni me li sballi, anche perchè ne prendo una leggera (oddio, penso che i fidanzati dovrebbero pagarti metà del pillolino, ma sarà che son genovese).
    Quando ho un partner nuovo uso ANCHE il preservativo sinchè non si appura che non ci sono rischi per eventuali malattie.
    A volte per mio vezzo continuo a usarlo lo stesso.
    Se una come me restasse incinta, e non penso di essere l’unica a prendere queste precauzioni, fidati sarebbe uno scherzo del destino perchè tutta la buona volontà per non restarlo ce l’ho messa. Se volessi abortire, e ora probabilmente penserei di farlo, non ci dovrebbe mettere becco proprio nessuno, perchè non ho fatto la ragazzina idiota guidata dagli ormoni nè ho permesso che il mio ragazzo lo fosse.
    Eppure è tecnicamente ancora possibile, purtroppo, è solo altamente improbabile. Anche nel caso di “incidenti” e pillole dimenticate, mostra un po’ di comprensione perchè non è sempre segno di deficienza congenita e leggerezza, sii più tollerante.

    Torniamo al quadretto della Shuly ingallata dal destino. Dovrei rientrare nell’allegra masnada del “dovevi pensarci prima!” e beccarmi un pippotto da te, dal ragazzo, magari dal papa e da Buttiglione?

    Non ti sorprendere che ci siano donne che pensano tanto ai danni al fisico, specie quelli determinati da un bimbo non desiderato. E’ del resto una società che abitua le donne a sentirsi inadeguate se accentrano in se certi attributi fisici: essere magre, in forma, sempre curate, magari con due tette così e guai se si vede la cellulite o le smagliature.
    Se ti trovi un bambino di cui non te ne frega un cazzo secondo te ti concentrerai sul bambino o su come ti sta sfasciando il corpo?

    E dai, a me prima di assumermi han chiesto velatamente se progettavo di figliare. Il che significa che se lo facessi col cazzo mi terrei il posto. E anche se non parlo del MIO lavoro, in ambito professionale ci sono treni che non ti aspettano 9 mesi. Dopo i quali comunque la tua vita sarà dedicata alla cura del povero poppante, perchè non vorrei certo far crescere mio figlio da baby sitter e nonne… Tu mi minimizzi problemi che son mica da nulla…

  15. Non ho minimizzato nulla, mi spiace di aver dato quest’impressione.
    Non credo (e infatti non l’ho detto) che sia tutto facile: just talk about it and presto! the matter is solved!
    Se ne discute e si decide con maturità. In due.
    Questo comporta che, se due persone sono abbastanza mature da fare come te e prendere tutte le precauzioni del caso, si presuppone che lo siano anche per affrontare una discussione sull’infante. E tengo a precisare che non ho mai detto che alla fine della discussione il bambino sia per forza da tenere: si può anche decidere per il contrario. In due.

    Io ho solo detto che una simile decisione non deve essere presa da uno solo dei due, nulla di più, nulla di meno. E’ la donna a sopportare la parte peggiore? Sì, certo, sarebbe futile e stupido negarlo.
    Le dà questo maggior voce in capitolo? In un certo senso sì: la decisione va presa considerando tutte le conseguenze e non ultime sono quelle che si riflettono sulla salute della partoriente.
    Le dà questo il diritto unilaterale di disporre della vita di un figlio che è anche di un’altra persona? No, nel modo più assoluto.
    Non si tratta di un discorso maschilista/femminista (e non vorrei che la cosa venisse recepita in tal senso, né che si vada a parare nella lotta sessista): se si decide di rinunciare a un figlio, lo si deve fare in due, in questo caso.

    La cosa vale anche per il contrario: se è lei a volerlo tenere, lui non deve in alcun modo forzarla ad abortire. Impossibile? Mica tanto: le famiglie soprattutto sono in grado di esercitare veri e propri atti di coercizione psicologica (che è anche peggio di quella fisica). Se avrai voglia ti racconterò di persona una storia che mi ha molto colpito e che ho sentito direttamente da quello che si è trovato dalla parte sbagliata dell’aborto (metterla su internet mi sembrerebbe di mettere in pubblico affari che sono altrui e privati).

    Io credo, poi, che nel caso di due persone che prendano tutte le precauzioni e, nonostante ciò, capiti l’incidente, la decisione di abortire sarebbe praticamente scontata da ambedue le parti: è, come dicevo prima, un discorso di maturità, perché se si prendono precauzioni, si parte già da una mentalità di non essere pronti (o che non sia il momento adatto ecc). Però, anche qui, a monte ci dev’essere una discussione consapevole e matura. Perché è una decisione su cui non si torna indietro. Non puoi dire: “Ferma la macchina, voglio scendere!”.
    Credo che discuterne in due sia il minimo, se non altro per mettere le cose in prospettiva e fare chiarezza.

    E, per essere chiari, non ti riterrei appartenente alla categoria del “dovevi pensarci prima”, dato che, come hai detto tu stessa, ci pensi prima.
    Ho cercato di essere molto specifico con i miei esempi proprio perché è una materia talmente complessa (e varia) che esistono un sacco di casistiche diverse.

    Concludo con una cosa che magari è scontata, ma forse nemmeno tanto: non sono contrario all’aborto, anzi, ci sono casi (come lo stupro) in cui sostengo con convinzione la posizione di quelle donne che optano per abortire. Ma è una decisione irrevocabile, pertanto non credo che debba essere affidata alla sola responsabilità di uno di due (parlo di nuovo di un rapporto di coppia consenziente), anche perché c’è un altro lato della medaglia che non abbiamo ancora considerato: una responsabilità condivisa è più facile da sopportare e spesso, che lo si voglia o no, il post aborto è psicologicamente devastante, soprattutto per la donna (e già che ci siamo, nemmeno fisicamente è una passeggiatina). Molto meglio essere in due ad aver preso la decisione (quando si ha la fortuna che questo sia possibile), piuttosto che avere l’altro che ti ricorda costantemente che gli hai portato via un figlio.

    Spero di non dare l’impressione di incapponirmi sull’argomento: non cerco né la ragione né il torto e non voglio convincere nessuno delle mie opinioni, sto solo cercando di spiegare il mio punto di vista.

  16. Veramente le conseguenze negative di una gravidanza sono prima sulla salute e poi sul fisico: e comunque ritrovarsi con la linea compromessa non è solo un problema estetico (e se anche lo fosse? Ognuna ha le sue priorità!), ma anche di salute.
    Mia madre, dopo due gravidanze volute (del resto lei non aveva ambizioni lavorative e ha fatto lo zerbino al marito, situazione per me inaccettabile) si è trovata i capelli grigi che le cadevano e i denti che marcivano via via. Passi per la prima cosa, ma con i costi dei dentisti italiani la seconda è tragica.
    Mia cognata ha dovuto passare sei mesi praticamente a letto, andando in maternità anticipata (e per fortuna lei è riuscita ad inserirsi, malgrado il matrimonio e la maternità, in un posto serio, fisso e ben pagato, ma per una a cui va bene ce ne sono mille a cui va male). Ok, mia madre e mia cognata se la sono voluta e cercata la gravidanza, nulla da eccepire, ma come si può pensare di obbligare una donna che non vuole avere un figlio per motivi validissimi a sobbarcarsi nove mesi con questi inconvenienti e poi tutto il resto dopo (notti insonni, cacca da pulire in continuazione, poppate che ti distruggono le tette, lavoro andato a puttane, tempo libero che sparisce) solo perché ha un compagno che è preso da deliri paterni di fronte alla pubblicità della Plasmon?
    Questi sono i motivi che mi rendono molto felice di essere lesbica: non ho a che fare con i deliri degli uomini! Cioè, mi capita, ma li tengo a distanza di sicurezza!

  17. /alza la manina e dice la sua…

    ricordatevi che la legge 194 dà “carta bianca” alla donna entro i 3 mesi dal concepimento, oltre i quali solo motivi genetici, malformazioni o pericoli di vita consentono l’aborto. E a meno di 3 mesi Lele un embrione può essere benissimo considerato un “parassita” (quale poi è in effetti, ti immunosopprime per cui il fisico te lo riconosca “self” e ti ciula per nove mesi energia e nutrimento)…. per cui la frase “l’utero è mio, e me lo gestisco io” direi che è la + calzante in questo caso. Puoi essere il fidanzato + carino e paterno del mondo ma se la donna non lo vuole, a mio parere non ci sono santi che tengano, e fino ai 3 mesi appunto, è una mera estensione del suo corpo non del tuo…

  18. Paoletto amore mio abbronzato, tu che hai sempre pareri scientifici e ben motiati, perchè non dici la tua anche sul blog nonsinascegay.splinder.com? Ho avuto un mezzo dibattito con sto tizio oltre il quale mi sono accorta che è un bambino che dice sì perchè sì e pontifica su cose di cui non ha la minima idea pratica, ma magari tu ci puoi provar gusto…

  19. oddio ho iniziato a leggere i suoi post… e mi sta crescendo il desiderio di voler essere un informatico per potergli hackare il blog… mah accetto la sfida, poi adoro gli etero che parlano di gay, e come dovrebbero essere etichettati, come apetizer sono fantastici…

  20. ho appena finito di leggere il trattato che ha linkato sull’omogenorialità e trasuda di cattostereotipi come pochi… del tipo i gay sono più promiscui… a me che sono da 6 anni fedele allo stesso uomo senza neanche vivere assieme nella stessa città, e che sogna il matrimonio…. bah

  21. dopo aver ingaggiato una pseudo battaglia contro i mulini a vento nel post “2015”, non ho potuto far altro che dire tra me e me: “viviamo in un mondo difficile”

  22. @Flora: mai parlato di obbligare nessuno.

    @Fenrir: ciao! Era un sacco che non ti facevi vivo!
    Lo so che la legge dà carta bianca e non discuto che sia cosa buona e giusta (perché è meglio partire dall’avere carta bianca piuttosto che il contrario).

    Io credo di non esser stato chiaro: secondo me sarebbe segno di maturità e civiltà discuterne in due prima di prendere la decisione, per tutti i motivi che ho già elencato.

    Io non ho mai parlato di obbligare nessuno, né ho mai detto che il bambino sia da tenere a tutti i costi una volta concepito e, tantomeno, che non esistono pericoli per la salute.

    Si è fatto un discorso che attribuisce alla donna una sorta di potere assoluto sulla decisione. Io sostengo che sì, la donna ha questa facoltà, ma che averne la facoltà non significa averne il diritto (non senza discuterne). Io sto solo dicendo che secondo me nella coppia si è in due ad avere diritti.

  23. @ Davyjones Ciao Lele ^^ Lo so so chiedo perdono^^;
    in ogni caso ho capito quello che intendi, la decisione matura vorrebbe che se ne discutesse, ma amaramente mi tocca ammettere che non sempre le discussioni portano ad un accordo, e in quel caso per fortuna / purtroppo è cmq una sola persona nella coppia ad avere l’ultima parola sul tema: dall’altra parte anche ammettendo un coinvolgimento maggiore della legge, cosa fai in caso di disaccordo? obblighi lei a tenersi il pargolo in ogni caso? sarebbe cmq inapplicabile, in quanto cmq priveresti lei di qualsiasi libertà decisionale. In questo caso non è solo facoltà ma anche un diritto assoluto, come un malato può rifiutare cure mediche se vuole o riceverne se lo desidera e ricorda che l’aborto è cmq considerato una pratica medica “terapeutica”. E come fine l’embrione in quanto tale non gode di nessuna patria potestà, e a volte neanche “matria” (se si può dire) potestà (vedi madri-uteri “in affitto”)
    @MrZebra viviamo in un mondo difficile e soprattutto viviamo in Italia (spero ancora per poco tempo)… sfido se in paesi un po’ + civilizzati blog del genere possano apparire, a parte la sfida intellettuale (leggasi dialettica) che può costituire il confutare le sue tesi… che poi mi chiedo, chi gli ha dato l’autorevolezza che lui solo abbia la verità assoluta? bah

    Scusa Silviotta per la lungaggine ^^

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