14 commenti su “Parzialità

  1. hai ragione silviuz..
    grandi passioni, infiniti odi.. alla fine sono solo palate per riempire buchi.
    bah, talvolta mi capita di pensare una cosa e il suo contrario e realizzare che:
    a. non fa alcuna differenza
    b. in fin dei conti mi piace sta bipolaritá
    mah..

  2. “La realtà non esiste” è una delle due scuse standard per autocommiserarsi.

    L’altra è: “E’ tutto inutile” data invece dalla fede in una realtà oggettiva, ma di una realtà apparentemente immutabile, o troppo elegantemente disfunzionale per valer la pena di essere mutata.

  3. Non era assolutamente quello lo spirito, non mi sto manco autocommiserando.
    lo spirito è che puoi girare le cose come ti pare perchè c’è sempre un punto di vista che le giustifichi e ben poco di oggettivo che ti impedisca di farlo. Cioè la realtà è fluida e sta solo a te darle una forma; spesso l’umore influenza la forma che le diamo, al di là del nostro raziocinio, dei nostri sensi e della nostra personalità.

  4. Tutto vero (tranne che il porro con i peli tinti di azzurro si irride comunque e non è mai carino, a prescindere dall’amicizia o dalla rivalità).

  5. Ok, forse non ti stai (ancora) commiserando.

    Ma se la realtà è fluida, allora c’è molto da divertirsi nel cercare di cambiare il modo in cui la gente la vede: cantastorie, bardi e menestrelli proliferano in tempi di grande comunicazione e scarsa oggettività. Comunque un fondo di realt minimo di nome “fisica” rimane, non dimentichiamolo, ahinoi saran 30 anni che non scopre qualcosa che valga la pena di essere scoperto, il che in parte ha contibuito all’incertezza dei nostri tempi.

    D’altronde la fiducia nel progresso dell’inizio del 1900, nel costante miglioramento della realtà, anche a fonte di brevi periodi di depressioni ha impermeato e rovinato tutto il corso dello scorso secolo, lasciandoci con una gran voglia di edonismo sensista comprovabile nel breve termine, materia di cui, in generis, in una società perlopiù funzionante c’è scarsità. Perciò ecco affiorare il desiderio di fuga dalla realtà, ovvero di negazione della sua stessa essenza.

  6. intendo solo che non c’è realtà senza un Io che la enunci. E non c’è un Io senza una realtà diversa dall’Io. Roba vecchia, concetto filosofico stravisto, ora come ora mi viene in mente Fichte..

  7. Sì, ma no. Concetti come realtà soggettiva e realtà oggettiva, relativa ed assoluta, empirica e razionale, sono solo strumenti limitati e imperfetti (come TUTTA la filosofia) per interpretare il comportamento ed il giudizio di chi ci circonda, e incatenare in un framework teorico di scarso valore, ma di facile gestione a fini pratici, l’immensa quantità di vuoto scarsamente popolata di particelle ovvero l’immensa distesa di assensa di energia scarsamente corrugata da sconsolati picchi della stessa, in cui viviamo.

    La realtà ci sfugge, e la cosa più bella è che sfugge a tutti quelli che ci circondano e che a quasi nessuno di essi frega più di tanto il comprenderla in modo profondo.

  8. Non sono scientista, non sono determinista, non sono relativista e men che mai quantista. Sono opportunista.

    Ogni teoria è un pezzo di un puzzle più grande, ed io coi puzzle sono sempre stato scarso, quindi sostengo il pluralismo delle visioni e la scelta della più calzante per ogni singola situazione.

    Partito Opportunista, votatemi, oppure no.

  9. JelloBiafra: ma hai appena scoperto l’esistenza del vocabolario e ti stai divertendo di conseguenza, o in realtà stai veramente cercando di dire qualcosa di sensato?

    (si ricordino i lor signori il mio nickname)

  10. Jello, tu parli di realtà scientifica e quantificabile, mentre S. parlava di rapporti tra le persone.
    La prima categoria è fisica e misurabile, la seconda no.

    Non tutte le scienze sono esatte e la natura umana è forse la più complessa, variabile e inesatta di tutte.
    Nei rapporti umani siamo noi stessi a determinare la realtà, interpretando le azioni degli altri secondo una chiave decisa da noi e che appartiene unicamente a noi.
    Non esistono, in questo senso, chiavi universali per l’interpretazione della realtà, quindi S. faceva un discorso giustissimo.

    E a questo punto, dato che voglio sentire Dave urlare mentre è in posizione fetale, è impossibile determinare se un gatto chiuso in una scatola sia vivo o morto finché non apriamo la scatola per verificare (non c’entra nulla con quello che ho detto poco fa: l’ho fatto per il piacere di tormentare Dave, che, se non avesse detto nulla, se la sarebbe scansata :asd: ).

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