11 commenti su “Dott. Ing. Avv. Lup. Mann.

  1. Ed in effetti leggendo la dicitura “Dottoressa” su di una tua non so più qual tessera, non so, mi sapeva di unusuale. Per diversi motivi: intanto perchè sì, le donne di rado si fanno pregio di questo titolo, poi perchè la dottoressa di solito te la immagini con uno stetoscopio da qualche parte e poi perchè proprio per colpa dei pazienti che chiedono loro di vedere lo stetoscopio (indottrinati dalla commedia sporcacciona anni ’70 credo) molte dottoresse (nel senso proprio di medici) ultimamente pretendono di farsi chiamare dottore con scuse sceme tipo “non esistono ingegneresse ed allora chiamami dottore.” (gne gne gne)

    …Cav. Ing. Dott. Fig. D. Putt. Ugo Fantozzi

  2. beh intanto perchè Dott. gli altri paesi lo usano solo per quelli che hanno il Phd, tutti gli altri sono solo Mr. e Ms o whatever…
    Siamo solo noi italiani i beoti che dopo la laurea sembra che hai raggiunto il top della graduatoria…
    forse perchè più passa il tempo e più mi rendo conto che il “bel paese “è solo una misera pozzanghera di acqua melmosa in mezzo all’oceano!

  3. mi butto nella discussione…
    rispetto al post di Silvia:
    in Italia talvolta si, si usano i titoli in modo un pó comico (venghi venghi dotto´) ed esagerato. fa parte dell´”essere italiota”, come il parlare incessantemente e instancabilmente del proprio lavoro, dei problemi sul lavoro, e, ovviamente, (che stramega insopportabile rottura e sfracellamento di palle) lamentarsene. (italiani, un popolo votato all´autofustigazione.. chissá perché). cmq l´Italia é molto meno gerarchica di altri Paesi (vedi Germania, dove sto titolo conta anche quando vai a cercare un appartamento in affitto e dove il titolo di dottore sta pure a.sul citofono, b.sul bancomat,c. sulla patente, d. fra poco se lo faranno pure tatuare in fronte).
    per quanto riguarda l´appunto di Fenrir..vero, un laureato italiano stanco di sentirsi chiamare dottore puó andare alléstero e “automaticamente perderlo” sto titolo. Il che cmq non comporta, al contrario di quanto sostengano appunto all´estero, che in Italia tutti siano dottori “cani e porci”..eh.. no, surry! la dicitura dottore (che i nostri prof. portano) deriva da un programma di dottorato che in Italia é partito con anni di ritardo, complice un antico ordinamento di Laurea (quello annuale, quello sparito una decina di anni fa) decisamente di LIVELLO SUPERIORE rispetto ai programmini del resto d´Europa e degli US.
    poi, per concludere, Italia paesello o meno..mah..ve lo sapró dire fra tot mesi, ma non facciamoci illusioni esagerate su questo famigerato ESTERO, dove semplicemente i difetti italiani sono assenti e sostituiti da difetti “locali”.
    se poi qualcuno conosce un Paese perfetto..be´mi faccia un fischio che faccio il trasloco in 2 secondi.

  4. Probabilmente ho esagerato, accecato dal malumore… ma una cosa è certa il gap tra i nostri studenti e es. quelli di qua a Melbourne è immane: in generale sono molto più indottrinati a farsi strada e ad avere una mente analitica… a 23 anni riescono a scrivere articoli e pubblicazioni e se sono bravi, iniziano già il Phd. Il concetto di Phd poi non ne parliamo… qua si fanno il mazzo a capanna, i progetti tendono ad essere molto oculati e innovativi, da noi il più delle volte sei solo uno della tanta manovalanza gratuita o quasi (con i 1000 euro al mese dei dottorati di ricerca uno cosa ci dovrebbe fare?) all’interno di un lab… la tua ricompensa sarà la tesi di dottorato, di cui al 99% a nessuno fregherà qualcosa e a cui molto probabilmente non verrà neanche dedicato il trafiletto sulla gazzetta locale. Ce la tiriamo tanto con il bagaglio culturale completo blablabla, che però alla fine della fiera mi sembra quantomai inutile, dato che l’unico modo di farti strada è diventare esperto in qualcosa, anche minuscola e molto ristretta, ma almeno di quello sarai il top. Inoltre mentre gli altri paesi investono milioni a palate nel campo scientifico, da noi si invece si preferisce sovvenzionare Dorothy, per comprarsi le nuove scarpette rosse di Armani e affacciarsi dal suo balconcino ogni domenica mattina con i beoti esultanti di sotto, neanche fosse una rockstar…. Sicuramente anche gli altri paesi hanno i loro difetti, nessun dubbio, ma le cagate gigagalattiche che si fanno qua… ci vuole proprio l’istruzione adatta per farle.

  5. Fenrir, non avevo capito tu fossi in Australia..e facevo paragoni Europa-Italia-US.
    Devo ammettere che si, da quelle parti i giovanotti son ben piú svegli, un po´complice la cultura australiana che mi piace parecchio, ho sempre lavorato benissimo con ricercatori australiani, hanno un approccio “diverso”, piú sorridente.
    Del dottorato in Italia posso dire ben poco, avendolo fatto in Germania.
    So solo che negli anni ho lavorato con persone di nazionalitá diverse e..il mio bagaglio completo e una “flessibilitá” notevole mi hanno aiutata parecchio e..non mi sono mai mai sentita inferiore a nessuno. Ti diró di piú, noto con estremo piacere che i vari gruppi di ricerca tendono ad assumere italiani riconoscendoci doti sempre piú apprezzate.
    Certo non nego che in Italia si abbia un atteggiamento nei confronti della ricerca piuttosto ridicolo, i fondi siano irrisori e il baronaggio vinca. Purtroppo tutto questo impedisce agli studenti una visione un pó piú ampia delle loro possibilitá e fa in modo che una certa parte di ragazzi, anche piuttosto dotati, abbandoni gli studi. Io chiamo tutto ció NARCOSI.
    Egoisticamente mi vá pure bene, al ritorno in Italia, be´si hanno molte piú possibilitá e meglio..retribuite.
    Alla fine, bah..talvolta penso, bé nessuno impedisce anche a questi “super dotati poco motivati” di farsi una valigia e trasferirsi da qualche altra parte, farsi una bella esperienza in un´universitá o, ancora meglio, in una bella start-up company, lavorando una media di 12 ore al giorno durante la settimana e 5 durante il fine settimana. sembra forse un pó dura, ma..alla fine della fiera la tendenza alle frignatine, bé vien notevolmente ridotta, e si impara parecchio.
    come dicevo, sto cercando di rientrare nel BelPaese, ovviamente non piú come ricercatrice perché sia in Italia sia all´estero sei condannato a far la fame e perché..mi son rotta le palle di tutta la dinamica: ricerchina, congressino articolino (e sbattimenti per vederlo pubblicato),
    quindi, fra qualche mese sapró dire di piú della situazione italiota dove, tranne un annetto al CNR e lavoretti per la provincia, non ho mai lavorato.
    per quanto riguarda dorothy..io gli darei lo sfratto e tanti saluti.

  6. ma lol Silvia!
    be´ti puoi far chiamare dottoressa..

    cmq, dottorato..bah..serve solo in certi casi, quindi..chi se ne fotte?
    se non ti serve non lo fai e non ti fai problemi, se ti serve lo fai e lo usi.

    buona domenica Silviuz!

  7. l’abuso di titoli è evidente in Italia…qui poi si “vincono” titoli ad honorem come se fossero le sorprese delle merendine!
    Quante volte mi hanno chiamato Dott. pur non essendolo e un pò per “lecchinismo” (passatemi il termine)…quanto al tuo ultimo capoverso, sul sesso da Dottore, mi hai fatto scompisciare dalle risate! Ma come ha reagito il partner??

  8. E’ il partner che ha suggerito questa domanda …e si è anche dato una risposta =)
    e sono io non loggata come al solito in ufficio *_*

  9. in Italia conta molto sta cosa dei titoli perché deriviamo da un retaggio mediefeudale dove ciò era molto importante.

    in paesi come l’america o l’australia non hanno mai avuto nulla del genere.

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