14 commenti su “Pensiero ozioso e galleggiante

  1. Secondo me c’è da distinguere quello che è la conoscenza per puro piacere espandibile all’infinito, quella che può passare da Leonardo, fino a Newton, dai Pink Floyd a Ann Rice, etc… e quella invece un po’ più pratica che ti permette di sbarcare il lunario, e che deve essere essenziale, a mio modo di vedere, senza contorni che ti ricordi giusto per dare l’esame X (nella maggior parte dei casi sono solo del gran sforzo mnemonico, non c’è niente da capire), ma che a conti fatti ti dimenticherai in un giorno perchè non ti servono ad un’emerita mazza alla fine… Non per niente mi viene da pensare che i più grandi filosofi, fondamentalmente erano dei fancazzisti che economicamente stavano bene e non avevano certo la famiglia da mantenere…

  2. A human being should be able to change a diaper, plan an invasion, butcher a hog, conn a ship,
    design a building, write a sonnet, balance accounts, build a wall, set a bone, comfort the dying,
    take orders, give orders, cooperate, act alone, solve equations, analyze a new problem, pitch
    manure, program a computer, cook a tasty meal, fight efficiently, die gallantly. Specialization is for
    insects.

    Robert A. Heinlein

  3. vorrei sottolineare il should be able, dovrebbe, su non viviamo nel mondo di zucchero filato, e i conti alla fine tutti li dobbiamo pagare, per cui ogni tanto mi sembra anche logico, o quanto meno inevitabile, tornare alla realtà e rendersi conto dei propri limiti, non come essere umano ma come tizio caio nato il e domiciliato a.

  4. si, specializzazione e´da formiche..
    bello pensare di essere una grossa cellula multipotente..
    ..anche se in fondo siamo circondati da troppi convinti (erroneamente) di poter fare bene e con successo cio´che fanno (mediocremente nella migliore delle ipotesi)..
    di sicuro ottimo sarebbe non identificarsi troppo in cio´che si fa, anzi, non identificarsi at all..

  5. Boh, non identificarsi a mio avviso è il modo migliore di perdersi…

    Sarà che la mia storia personale mi condiziona, ma trovo che riuscire a trovare qualcosa da fare per la vita in cui potersi anche identificare sia la cosa più bella del mondo.

    Poi magari non ho capito un tubone di quello che hai detto…

  6. Che poi io sostengo tanto la validità della specializzazione che la “multifunzionalità della conoscenza”

  7. perdersi..non credo..no.
    non e´solo quello che fai “professionalmente” ogni giorno che ti da´la direzione..
    credo..sono una teorica piuttosto scarsina..
    e la non identificazione, almeno nel mio caso, non uccide l´entusiasmo..
    esperienze personali..vivo circondata da persone della peggior specie (ricercatori, scienziati, aspiranti premi nobel e premi nobel di fatto) arroccati nella loro presunzione, totalmente “specializzati” ed “identificati”..sto cercando di scappare …

  8. Mi veniva anche in mente Terenzio col suo “Homo sum, nihil humanum mihi alienum puto”.. che credo riassuma fondamentalmente tutto ciò che intendevo. Cmq che bello ho dato vita a un dibattitillo 😀

  9. @ smargot: in effetti negli ultimi anni mi sono concentrato talmente tanto sullo sforzo di trovare una mia strada professionalmente parlando che ora la vedo solo in quel senso.

    Provo pena per chi si lascia accecare da quel poco che ha conseguito (o quel molto). Di solito è il momento in cui si ferma.

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