Disclaimer:
Premetto che questo post non è ovviamente sponsorizzato dall’ABI e che, pur operando nel settore finanziario, non credo di essere in personale conflitto di interessi. Parlo a nome mio e per conto mio e vi sto per elencare della ragioni ottime per cui la mia figura professionale non dovrebbe più esistere. Viviamo in un mondo in crisi di cui quasi nessuno di noi ha colpa e in cui, pur essendoci tantissime cose che non vanno bene per niente, l’informazione tende spesso a infierire sui soliti capri espiatori senza davvero informare, in compenso confondendo la gente a morte. Basta davvero poco tempo per un’infarinatura generale in materia economica che non farà certo di voi esperti o guru, ma forse osservatori un po’ più critici e consapevoli. Per quanto mi riguarda, questa è la direzione in cui cerco di muovermi non tanto per crescere professionalmente (come una buona parte di voi sono principalmente grata di avere un lavoro e altre fortune, per ora tanto mi basta) ma per capire meglio il mondo in cui vivo. Fiiiiiine disclaimer.
Veniamo al dunque.
Lavorare in banca il giorno delle tredicesime può trasformare la più affabile delle persone in un serial killer… e me in qualcosa di peggio.
Lo confesso: a volte vi auguro vi rapinino, vecchi rincoglioniti che prelevate cinquemila euro in contanti senza preavviso lamentandovi della coda composta da altri idioti come voi e rifiutandovi di usare il bancomat “perchè non vi fidate” o l’online perchè siete troppo pigri per imparare qualcosa di nuovo da almeno 40 anni.
La vecchiaia non è un problema di per sé, di vecchi gagliardi ce n’è un mucchio e ho visto ultraottantenni dare delle tacche a gente a stento sessantenne: è quando diventate compiaciuti nel vostro rincoglionimento (posto che non sia una condizione medica) che non vi posso reggere, è quando mollate il colpo così clamorosamente che vi dite incapaci di compilare un banale assegno pur entrando in banca da decenni (e con una frequenza sinceramente insana). Non c’è vergogna a non capire, ma non voler nemmeno provare a imparare (cose peraltro semplici) è un crimine.
Sono la stessa persona che vi conosce per nome, che si ricorda dei problemi quotidiani che le raccontate, che in giorni più tranquilli è ben felice di aiutarvi a capire tutto quello che non vi è chiaro con tutta la pazienza che serve, che va oltre il dovuto per assicurarsi che vi tornino tutti i conti e che da ormai più di un anno tenta gentilmente di traghettarvi verso un mondo possibile in cui la sua stessa professione diventerà superflua. Credetemi, non è nel mio interesse che dovreste cambiare approccio e neanche nell’interesse della banca. E’ nel vostro, è per appropriarvi di maggior controllo sui vostri soldi, le vostre vite e il vostro tempo. Le capatine in filiale fatevele se vi serve un prestito, fatele se vi serve un mutuo, fatele se vi serve qualche idea per investire o se proprio qualcosa non vi torna e volete parlare con un essere umano. Noi siamo lì per quello. Ma non buttate tempo in coda per delle trivialità come pagare l’affitto, le bollette, l’IMU, per ritirare quantità surreali di contante che vi rendono grasse prede del primo disperato che vi incrocia per strada.
Perchè diamine usate il contante, prima di tutto?
Perchè poi dovete prelevarlo tutto in blocco ed esattamente il giorno in cui arriva anche se quei soldi potevate prelevarli una settimana prima o qualche giorno dopo (ovviamente non parlo dei poveri cristi che tirano avanti con la minima ma della percentuale, sorprendentemente alta, di gente che di dindini ne ha anche se evidentemente non ha capito come gestirli)?
Perchè venite in coda alle 7.50 del mattino con 5 gradi fuori? Luoghi migliori per socializzare ne esistono. Avete paura che la pensione vi evapori dal conto? Che ve la rubiamo noi? Che ve la rubi Monti?
Sapete che prendervela in quel posto con la clonazione del bancomat o della carta, fenomeno la cui rilevanza statistica è gonfiata ad hoc [leggi: euristica della probabilità alla voce bias cognitive] è davvero difficile e siete comunque tutelati sia dalla banca che da Cartasi?
Sapete che i soldini sul conto sono soldini vostri esattamente quanto quelle zozze banconote da 50€ che volete per forza vedere e toccare e farvi scippare, con la differenza che i soldi sul conto sono tutelati sino a 100.000€ da un fondo di tutela dei depositi che ogni banca è tenuta a tenere, quindi anche nell’assai implausibile circostanza che una banca italiana vada a culo per aria non ci andrete voi? E, già che ci siamo, quando di solito si parla di banche “salvate coi vostri soldi” non si sta parlando di banche italiane in quanto, almeno a livello di sistema e tralasciando un attimo MPS, siamo un settore sano, solido e rigidamente regolato e monitorato che deve scontare in ambito normativo gli errori di banche estere, americane e inglesi in testa, gestite apparentemente da pazzi ubriaconi.
Suvvia gente, non stiamo parlando di cose più complesse come il credito o gli investimenti, parliamo della semplice quotidiana gestione delle vostre vite con l’aiuto di una qualunque banca, che è l’unico vero scopo dello strumento base a cui la maggior parte di voi si fermerà, il banale e utilissimo conto corrente.
Posto che una banca
… è sostanzialmente un’azienda che deve realizzare profitto per sopravvivere, anche se i beneficiari di quel profitto, nei casi delle fondazioni bancarie, sono anche progetti meritevoli e opere di bene. Tutte le banche sono simili, ma non uguali.
… non è tuttavia è un istituto truffaldino che esiste per rubarvi soldi ma che aspira a stabilire con voi un rapporto di reciproca utilità
… non potrà mai rendervi ricchi se siete messi male (anche se forse potrà aiutare il vostro business se siete bravi – e fortunati – anche voi)
… mai e poi mai vi renderà più furbi se siete pessimi amministratori della vostra liquidità
… ahimé, non vi aiuterà a trovare lavoro o a prendere più di pensione e in generale non raddrizzerà i torti di questo mondo fetente, di cui comunque non potete attribuirle ogni colpa…
cercate di utilizzare tutti gli strumenti che vi mette a disposizione per semplificarvi la vita. Se il conto non rende la vita più facile non è un conto sbagliato o una banca di merda, siete voi che lo state usando male. E delle vostre lamentele populiste e crasse, del vostro generico dare la colpa ad altri per la vostra pigrizia, in quel caso ne ho davvero piene le tasche. Sono stata cliente di una banca per più di dieci anni prima di diventare dipendente e nessuno mi ha mai vista in filiale dopo l’apertura. Se posso io potete tutti.
Dovremmo costare di meno? Già costiamo molto poco e andremo migliorando, a parte quando vi ostinate a usare contanti. Ci sono sempre le banche online peraltro, che sinchè non provate ad avvicinarvi a una filiale fisicamente sono senza dubbio le più convenienti per i servizi base.
Per come la vedo io, l’unico ambito pratico in cui le banche, alcune più di altre, dovrebbero davvero darsi una svegliata sono le commissioni sui POS, che incoraggiano i negozi ad accettare solo contanti con tutti gli effetti “virtuosi” – evasione inclusa – che ne possono derivare. Non credo sia comunque una fantasia dissennata immaginare un futuro non molto lontano in cui la circolazione del contante, come già in altri paesi, sarà minima e i servizi base per consumatori ed esercenti interamente gratuiti in quanto assimilabili a un diritto fondamentale. Forse all’epoca sarà risolto anche quel paradosso noto come “assenza di pagobancomat in molte banche” che a volte mi fa sentire colpevole come se fosse una scelta mia. Forse, aspirazione ancora più utopica, un sacco di roba che avviene indisturbata in nero sarà costretta a venire alla luce e l’Italia diventerà un paese più rispettabile in cui la legalità non sarà “quella cosa per pirla” ma la norma a cui tutti si conformano. A girl can dream.
Ma non voliamo così alto: il punto è che se vi vedo ancora domani mattina coi vostri assegni da cinquemila euro io almeno uno di voi lo sgozzo con un bancomat tagliato e do al cliente dopo i soldi macchiati di sangue.

Applausi!
Credo di non entrare in banca da tre anni almeno; ma anche prima di avere una banca con l’homebanking come si deve avevo una tesserina con dei codici per fare comodamente i bonifici al telefono…
homebanking a stecca e col cazzo che banche e poste mi vedono (ps: io sono tra quelli che si rompono le palle ad aspettare file chilometriche).
Al prossimo anziano ritiratore seriale di pensione dagli il modulo di iscrizione a Iw*ank, cosi te lo levi dal culo.
mica vogliamo perdere i clienti, vogliamo solo che usino meglio i prodotti :p Poi certe persone hanno davvero un bisogno folle di avere un essere umano con cui andare a mugugnare ogni tanto e la banca online non dà soddisfazione.
Comunque meglio 2 assegni da 5.000 che 40 da 250,00 ….
e meno male che c’è entratel così si aiutano i vecchietti a pagare l’imu sul conto
Saluti Andrea